The "magic bus"
Ho parlato spesso di "Into the Wild", il film di Sean Penn su cui ho basato la mia tesina e che considero il mio film preferito (basato sull'omonimo libro di Krakauer).
La notizia recente è che si vuole rimuovere il "magic bus", ovvero l'autobus numero 142 in cui visse i suoi ultimi mesi Christoper McCandless. Questo perché troppe persone ogni anno, colpite dalla storia affascinante del ragazzo americano, si avventurano nella selvaggia Alaska per tentare di andare a visitare questo posto. Il problema è che la maggior parte lo fa senza adeguata attrezzatura e le autorità locali sono costrette ad andare in loro soccorso (sempre quando riescono ad arrivare in tempo). Il nemico principale è il fiume Teklanika, facilmente attraversabile nei mesi di siccità, ma che diventa un nemico insormontabile quando arriva la stagione delle piogge.
| Autoscatto di Chris ritrovato nella macchina fotografica rinvenuta accanto al suo corpo senza vita |
Ora, da grandissima "fan" di questa storia, la prima cosa che mi è venuta in mente è la seguente: se la gente si avventura in maniera impavida e sciocca solo per andare a visitare l'autobus 142 sono affari loro. Sanno a cosa vanno incontro, anche perché se hanno letto il libro o visto il film conoscono bene tutti i rischi in cui possono incappare.
Il bus non si deve toccare, è una specie di luogo "sacro" e lì dovrà rimanere. Ogni persona è responsabile della sua vita e se la vuole mettere a repentaglio per questo sono cavoli loro.
Qualcuno potrebbe ribattere: "Beh, ma anche Chris in fondo si è comportato come queste persone". No, è tutto completamente diverso. Chi lo considera un pazzo, un folle egoista narcisista può continuare a pensarlo liberamente, ma chi invece riesce a scavare a fondo nella sua storia può trovare la testimonianza di un ragazzo che ha avuto il coraggio di abbandonare la propria vita fatta di menzogne e di consumismo per liberarsi da tutto quello che considerava inutile e superfluo. Un coraggio che tutti vorremmo avere, ma che nessuno di noi ha.
"Uno dei motivi per cui la gente si immedesima nella storia è che tutti hanno bisogno dell'avventura. Lui l'ha fatto. Tutti abbiamo la voglia di vivere un'avventura e lui l'ha fatto. Tutti vorrebbero farlo, ma ci sono tante cose che ce lo impediscono, non sono necessariamente motivi sbagliati. Alla fine, quando lui muore, la gente si chiede: 'Se l'avessi fatto io?'. Lui oltrepassando quel limite c'è riuscito".
Emile Hirsch - l'attore che ha dato vita a Chris sullo schermo

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