Il diario del mio Erasmus: partite e non ve ne pentirete

Salve a tutti!
Scusate la mia assenza prolungata, ma qui ci sono sempre mille cose da fare e non ho avuto mai mezz'ora di tempo per dedicarmi seriamente al blog.

Una delle tante cose che mi hanno tenuta impegnata nell'ultimo mese: una mega giornata di shopping a Norimberga dopo la quale mi hanno fatta santa come potete notare dalla foto.

Eravamo rimasti a diverse settimane fa, quando avevo deciso di raccontarvi di alcune mie disavventure e quando avevo detto di iniziare ad ambientarmi. Beh, 32 giorni dopo quel post posso affermare di essermi davvero ambientata. Ora so perfettamente dove devo andare per fare determinate cose, non vado più nel panico con i bus o con le varie sedi dell'università, ho delle persone che considero davvero mie amiche e con cui mi sento o mi vedo spesso..diciamo che ho trovato un mio equilibrio a Bamberg e mi sembra incredibile che io sia qui già da 7 settimane. Mi fa strano pensare che abbia già trascorso così tanto tempo in Germania. Se mi guardo indietro mi sembra ieri di essere arrivata con diverse valige, tanta paura, ma anche tanta voglia di scoprire un mondo nuovo e una vita diversa da quella precedente. Le difficoltà ci sono, è inutile nasconderlo, e sono quotidiane. Non sono una di quelle che dice che l'Erasmus sia tutte rose  e fiori e una figata assurda perché di norma è vero, ma non sempre. Alcune sere, magari solo sentendo una canzone o leggendo una frase particolare, avverti la mancanza di casa, dei tuoi amici, dei tuoi genitori in maniera forte e ti chiedi chi te l'abbia fatto fare. Potevi startene tranquillamente nella tua città natale con la solita routine e i soliti volti noti. Ma poi sorridi istintivamente e al pensiero di tutto quello che hai vissuto nelle ultime settimane capisci di non aver mai preso scelta migliore di questa. Non è solo un fatto di studi, considerando che io studio Lingue e un periodo all'estero è quasi obbligatorio per migliorarsi, o di feste, che comunque sono tantissime.  E' un fatto di indipendenza, di imparare a gestirsi la quotidianità da soli, di fronteggiare ogni ostacolo contando solo su se stessi. di conoscere una cultura e un popolo diverso dal tuo e spesso opposto. Sembrano cose banali e frasi dette e ridette, ma è la verità e ora posso assicurarvelo perché lo sto vedendo con i miei occhi ogni giorno. 
Potrei fare il resoconto dei luoghi che ho visto, dei party a cui ho preso parte, delle serate stupende come quella di ieri, ma non voglio annoiarvi con dei resoconti che non hanno nulla di diverso rispetto agli altri migliaia di resoconti degli altri migliaia di Erasmus precedenti.
Ci tengo solo a dire a chi magari è indeciso se partire o no, a chi è dubbioso e ha paura di non trovarsi bene in un paese straniero, a chi vorrebbe andarsene, ma rimanda sempre che non dovete pensarci due volte: PARTITE, FATE LE VALIGE E ANDATE ALLA SCOPERTA DELLA NOVITA', intesa come novità culturale, universitaria, lavorativa, linguistica, climatica e chi più ne ha più ne metta.

NON VE NE PENTIRETE

firmato: 
una studentessa italiana in Erasmus in Germania da 7 settimane


La mia marca preferita qui in Germania, ideale per una povera studentessa come me. La qualità dei prodotti?? Chissene, tanto essendo italiana all'estero so già che mangerò da schifo, quindi tanto vale mangiare davvero da schifo. E poi ci sono diverse cose che non sono male (ma non è il caso di questi cereali)


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