Jimmy's Hall


"Vorrei un consiglio su cosa fare con i farisei, che dalla distanza di sicurezza del pulpito hanno detto bugie, istigato all'odio e incoraggiato la squadra che ha messo a repentaglio la vita di tanti innocenti a colpi di fucile.Vorrei un consiglio sul peccato di superbia, di chi si pone come fonte di conoscenza e invece non fa altro che promuovere l'ignoranza e la superstizione. Di chi cerca di distruggere il meglio che c'è in noi, la nostra immaginazione, la nostra allegria con minacce di dannazione. Ma peggio di tutti di chi tenta di uccidere il nostro spirito con la sua miserabile cupezza e nel cuore un potente veleno contro tutto ciò che non riesce a controllare."

"Gralton, questo è un sacrilegio!"

"No, glielo dico io qual è il vero sacrilegio, Reverendo Padre: avere più odio nel cuore che amore."




JIMMY'S HALL - Una storia d'amore e libertà 

(2014)

diretto da Ken Loach

con Barry Ward e Simone Kirby

La visione di questo film lascia dei sentimenti contrastanti. Mi sono trovata a pensare a come sarebbe la mia vita se mi fosse vietato di mettere piede in Italia, nella terra in cui sono nata e cresciuta. Magari i più cinici direbbero che sarebbe una liberazione visto il momento negativo che sta vivendo il Belpaese, ma la realtà è che privarti della possibilità di rivedere i tuoi cari, i luoghi che ti hanno segnato profondamente è una delle pene più gravi che possano infliggere ad una persona.
Il protagonista, Jimmy Gralton, è colpevole di aver aperto una sala in cui tutti, dai bambini piccoli agli anziani, possono scoprire la musica, il ballo, la poesia. Un  luogo in cui fuggire dalla realtà, che è quella difficile dell'Irlanda degli anni '30. Un posto in cui si ritrovano liberi pensatori, che vogliono solamente essere felici e vivere in comunità gustandosi quei momenti di convivialità. E' la Chiesa la grande antagonista, con le sue convinzioni e il suo potere estremo, che deve manifestarsi in ogni ambito della vita sociale e privata di una persona. 
Jimmy ha perso, sulla carta, visto che è morto a New York senza avere la possibilità di tornare nella sua amata Irlanda, ma in realtà ha vinto. Contro chi? Contro i pregiudizi, il dogmatismo soffocante della Chiesa e contro coloro che vogliono limitare la libertà umana.

Jimmy continua a vincere anche ai giorni nostri, ogni volta che una persona usa l'arte per manifestare quella libertà che nel film viene soffocata ad ogni costo nel nome della religione.


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