Crisi universitaria

E' da quando ho iniziato l'università che non faccio altro che affermare quanto sia entusiasta e convinta della mia scelta. Ho attraversato un brevissimo periodo di dubbi riguardo la mia decisione di non tentare neanche il test di ingresso per Medicina, ma l'allarme è durato appena un paio di giorni.

Durante la scorsa settimana mi è capitata invece una vera e propria crisi, così forte da non riuscire neanche a trovare la voglia di andare a lezione e da rimanere a casa a rimuginare sui miei veri sogni e desideri.
Davvero sono convinta del fatto che non voglio diventare un medico o anche solo qualcosa che comunque c'entri con lambito sanitario ? Il mio desiderio di salvare vite e aiutare le persone è completamente scomparso? Che futuro mi aspetta e che futuro desidero?
Questi dubbi mi sono venuti in mente stando parecchio a contatto con l'ambiente ospedaliero negli ultimi tempi: mia nonna ha avuto un ictus e da circa un mese si trova ricoverata. Vedendo gli infermieri e i medici aiutare quelle persone anche solo con una battuta divertente che permetteva loro di ritrovare il sorriso, mi sono chiesta se Lingue è la facoltà giusta per me. Vi giuro, ero completamente sommersa dai dubbi e non riuscivo più a distinguere cosa volessi veramente dalla mia vita.


Inoltre, a questa si è aggiunta un'ulteriore crisi riguardo il tedesco. Le cose iniziano a farsi difficili ora, stiamo facendo dei costrutti sempre più complicati, le nozioni da ricordare a memoria aumentano, il tempo per studiare ogni settimana diminuiva e sono stata assalita dal panico: e se avessi fatto male a scegliere il Tedesco? E se decidere di studiare tre lingue già dal primo anno sia stato una sorta di suicidio/forma di masochismo? Quasi nessuno prende una decisione simile sin da subito e allora perché io dovrei essere diversa dagli altri? Forse non sono capace di portare avanti tutte queste attività e invece di essere una particolarità positiva del mio percorso universitario può darsi che si ritorcerà contro di me e finirà per destabilizzarmi.

Erano questo e molti altri ancora i dubbi a dir poco amletici che si avvicendavano nella mia testolina che non ne poteva più. Tutto ciò fino a che non è tornata la "luce", ovvero mi sono resa conto che sto studiando davvero quello che mi piace di più al mondo e quando ora penso al mio futuro nei miei pensieri mi trovo in un paese straniero, magari ad insegnare italiano ai nativi di quel luogo, o mi vedo giornalista sportiva o traduttrice di libri.......insomma, qualsiasi cosa farò in futuro, anche se magari arriverà un giorno in cui mi pentirò della scelta presa perché non mi ha poi dato molti sbocchi di lavoro, spero di poter dire "Beh, anche se non lavoro in quell'ambito specifico comunque quegli anni sono stati davvero importanti per la mia vita e per me stessa e non rimpiango assolutamente di aver scelto Lingue". Perché in fondo, so che potrà sembrare una banalità, ma anche se il pezzo di carta (purtroppo) qui in Italia non vale niente l'essenziale è che quando vedi quella laurea appesa nel soggiorno di casa ti sfugge un sorriso fiero e splendente perché sei orgoglioso del tuo percorso e di ciò che hai studiato.

Buon weekend carissimi!

Alfy (non più divorata dai dubbi)

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