Destino (o intestino) bastardo e zoccola

Stasera sento più che mai la sindrome di Jenna Hamilton. Per quei pochi che non sanno chi sia vi dico solo che è la protagonista di una serie tv americana abbastanza scema, ma carina proprio per questo: "Diario di una Nerd Superstar". (Non mi va di scrivervi trama e robe simili, se siete interessati andate su Wikipedia :D).
Mi sento Jenna perché il mio blog da quando scrivo con regolarità sta acquistando sempre più "pubblico", anche se non vorrei sembrare superba con questa affermazione. Credo sia dovuto al fatto che scrivo tutto quello che mi capita senza filtri o censure e alla gente piace perché ci si può immedesimare oppure perché semplicemente ama farsi i cavoli altrui.

Anyway, tornando alla frase di apertura, con la mia compagna di stanza stiamo seguendo la terza serie della Nerd su Mtv, ma siccome nel frattempo ci eravamo quasi dimenticate gli episodi vecchi ci divertiamo a rivedere le due serie precedenti e stasera siamo arrivate alla 2x01.
Ieri sera dopo aver scritto il post e essermi messa sotto le coperte ho iniziato a pensare ad un argomento complesso, ovvero il destino (o come lo chiama mia madre, l'intestino). E guarda caso su un episodio che ho visto stasera Jenna ripete costantemente questa parola. 

Chi è che non crede al destino? Nessuno penso. Seriamente, è impossibile dichiarare di non crederci minimamente. Si può adottare la classica scusa: "Se mi siedo sul divano e non mi muovo il destino può scervellarsi quanto vuole, ma non riuscirà a influenzare la mia vita", ma è palese che quello è un caso limite irrealizzabile. Dunque è ovvio che un destino, fato o chiamatelo Pinco Pallino, esista. Ma la cosa ancor più ovvia e che non tutti mettono in risalto è che il destino è un Bastardo cosmico. Perchè solo nei film americani il bello e impossibile arriva in aeroporto giusto in tempo per dichiarare il suo amore eterno all'altrettanto strafiga e impossibile di turno mentre tutti intorno applaudono e sorridono estasiati. Nella realtà si arriva giusto in tempo per vedere il check in chiuso e l'amico di turno ti dà una pacca sulla spalla dicendo con aria afflitta: "Si vede che non era destino", che è anche una delle frasi più usate e più bastarde che esistano.

Beh, questa sera voglio sfatare un bel tabù: il Destino esiste eccome ed è pure un gran bastardo e una grande zoccola (inserisco entrambi per la parità dei sessi)!

Io credo che ognuno di noi abbia un percorso prestabilito, ma sono altresì convinta che attraverso delle scelte possiamo modificarlo a nostro piacimento. E' come se ognuno di noi alla nascita avesse un numero finito di possibilità che dipendono da determinate scelte che si dovranno irrimediabilmente compiere in determinati punti della vita. Insomma, destino sì ma non unico e immodificabile. 

Detto questo vi saluto e me ne vado a letto a riflettere su altri argomenti simili così da potervi scassare le scatole con ulteriori post!

Alfy

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