Il diario del mio Erasmus: la solitudine

E' da quando sono arrivata qui in Germania che ho dovuto fare i conti con una persona con cui non avevo mai dovuto passare così tanto tempo da sola prima: me stessa. So che sembra un paradosso, ma ora vi spiego il perché.
Vivo in un collegio numerosissimo, ma in un monolocale e per quanto uno esca e incontri altre persone volente o nolente ti ritrovi a trascorrere tantissimo tempo da sola: quando ceni, dopo cena se non esci, prima di addormentarti, la mattina, tra una lezione e l'altra, quando vai a fare spesa... i momenti di solitudine sono tantissimi, ma non intendo una solitudine negativa, bensì una solitudine positiva. Sto imparando davvero a conoscermi in una maniera incredibilmente profonda con ogni mio pregio e ogni mio difetto, a imparare a convivere con me stessa, che sembra una cavolata ma non lo è. Conosco tante persone che non riescono a stare da soli e si circondano continuamente di persone unicamente per non essere assaliti dal vuoto che hanno dentro. 
Io ci sto bene con me, non sono una persona perfetta e non voglio neanche esserlo, ma non mi trovo male a trascorrere tante ore in compagnia di me stessa. 
E' come se stessi facendo una sorta di terapia di analisi di me stessa e questa cosa non mi dispiace, anzi. Credo che sia profondamente vero quello che si dice, ovvero che per stare bene con gli altri devi stare bene in primis con te stessa.





Sono una persona incredibilmente estroversa e quando ho saputo di dover vivere per un anno intero in un monolocale la mia prima reazione è stata di panico assurdo. Dicevo sempre che non avrei mai potuto vivere da sola perché ho bisogno del contatto fisico con gli altri e di avere qualcuno con cui parlare, ridere e scherzare, ma poi sono arrivata qui a Bamberg e ho capito che tutti dovrebbero provare quest'esperienza per una manciata di mesi. Tralasciando particolari inutili (come il fatto che spesso mi trovo a parlare da sola in terza persona o peggio ancora mi confido con la tazza del latte) è un'avventura vera e propria che ti insegna molto e, perlomeno nel mio caso, mi ha regalato un'autostima, una sicurezza nei miei mezzi e una consapevolezza di me che non avrei mai acquisito rimanendo in Italia.

Non avrei mai pensato di poter dire una cosa simile, ma l'Erasmus si sta rilevando per me anche una sorta di percorso psicologico/cognitivo! :D



Alfy (psicologa)

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