Un giorno devi andare
"Ti scrivo da qui, in questo momento è più facile. Lo sai, sono scappata dal dolore e ovunque provi a guardare è lì, è dentro di me. Il dolore mi interroga. Credo di non essere qui per dimostrare a me stessa che so vincere la paura, che so vivere senza l'aiuto degli altri e neanche per assaporare la bellezza di una vita primitiva. Sono qui per scoprire altri valori, la base, per ritrovare un senso. Qui è tutto così grande, così maestoso, così potente e violento che puoi sentirti del tutto insignificante o parte della stessa violenta grandezza. Ormai per noi è difficile essere felici, è come se ce ne vergognassimo dopo millenni di senso di colpa, ma qui ti sorridono tutti, sorridono senza doverti vendere niente, senza comprarti e ti sorridono anche quando tu non sei capace di sorridere. E i bambini ancora di più.
Un giorno senti che devi cambiare vita, che non puoi più stare dove stavi, che devi andare, devi essere, devi sperare..."
UN GIORNO DEVI ANDARE (2013)
Un film di Giorgio Diritti
Lo ammetto: prima di questo film non conoscevo Giorgio Diritti. Sono venuta a conoscenza di "Un giorno devi andare" tramite due pallavolisti, Luca Vettori e Matteo Piano: hanno deciso di creare una loro web radio e in uno dei loro programmi, "Buongiorno devi andare", hanno spiegato il perché di questo titolo che rimanda chiaramente al film e da lì mi hanno incuriosita. Così qualche sera fa, costretta a casa per colpa di problemi di salute, ho deciso di vedermelo in streaming e devo ammettere che è stata indubbiamente un'ottima idea.
Il film è per pochi, nel senso che ha un ritmo lento, si basa più che altro sui paesaggi e sui primi piani della protagonista (una favolosa Jasmine Trinca) e degli altri personaggi che fanno intuire i loro pensieri. E' la metafora di un viaggio che va al di là del semplice girare il mondo per conoscere nuovi posti o persone: in realtà la protagonista è scappata dal dolore per poi rendersi conto che neanche se si fugge in Australia si può dimenticare una perdita importante. E' un viaggio alla ricerca di se stessa, del suo essere più profondo: in luoghi in cui i contatti con gli altri sono minimi ci si ritrova in compagnia solo della propria anima e si scava dentro sé per riuscire a capirsi un pò di più. E' un viaggio a ritroso, a ritrovare le radici della civiltà umana, che nella nostra caotica vita occidentale sono state perse (totalmente o quasi).
Insomma, ve lo consiglio caldamente!



Commenti
Posta un commento