Il comico (sai che risate) - 11 giorni con Cremonini (giorno 1)

IL COMICO (SAI CHE RISATE)


Uscito come primo singolo dell'album il 20 Aprile 2012, "Il comico" ha anticipato di un mese circa l'uscita del cd.

Lo stesso Cesare, sul suo profilo Facebook, ha presentato la canzone così:


"Cosa si prova, ora? Domani Il comico (sai che risate), il primo figlio di questo nuovo album, esce in tutte le radio italiane. Ma già da stanotte "a mezzanotte e un minuto" (!!!) lo si potrà scaricare da I-tunes. Ho ricevuto già tanto dalla musica, ma sembra che questa nuova canzone voglia portare in regalo tanto di più. Sta per nascere il mio nuovo vestito ragazzi, finalmente, ma prima di fare sul serio voglio dirvi un'ultima cosa. Grazie. Per farmi sentire, ogni volta, il più bello della festa. In bocca al lupo, comico!!"



Per quanto riguarda l'interpretazione è lo stesso Cesare a chiarire ogni particolare.


“Comincio dal primo singolo uscito in queste settimane, Il comico (sai che risate). L’ho iniziata a scrivere all’inizio dell’inverno e poi l’ho lasciata riposare per qualche settimana per finire altri pezzi, e perché l’approccio era davvero molto cantautorale, volevo capire bene cosa stava uscendo per non perderne la forza. Walter mi chiedeva di renderla moderna pur riconoscendo a quel testo una sua forza. Quando mi sono ritrovato fra le mani la vecchia pagina con l’inizio del testo “Sono stato anche normale, in una vita precedente…” ho pensato “questo è un grande inizio per un disco!”. Parlare di una “vita precedente” da “normale” mentre cominci un nuovo viaggio folle e senza freni è una figata! E così il testo è venuto giù limpido e fluorescente. Alessandro Magnanini, con cui ho lavorato a lungo agli arrangiamenti e alla pre-produzione del disco mi ha dato una mano nella scrittura del ritornello, io ci ho messo il bridge e lo special, lui le chitarre, Ballo ha registrato il basso (poi schiacciato con un effetto che noi chiamiamo “pompa” che si usa solitamente nella musica house), (per questo non lo sentite le note in modo troppo distinto), ed ecco che la canzone ha iniziato a crescerci fra le mani, fino a raggiungere quello che sentite ora. Ricordo di aver detto a Walter che volevo uscire con questo singolo perché le canzoni “commedia” sono quelle che preferisco, e sapevo che chi mi segue avrebbe riconosciuto questa mia preferenza, già adottata in “Le sei e ventisei” e “Marmellata#25″. Volevo giocare una carta che fosse un mix fra tutto quello che avevo fatto. Da 50 Special a Mondo. E credo di esserci riuscito. C’era molta aspettativa, forse anche troppa sul nuovo album, gli ultimi singoli avevano fatto notare una crescita continua e non volevo “deludervi”, a costo di tirare fuori un singolo più difficile di altri. Cosa che poi è stata smentita in pochi giorni. Oggi quel singolo va in radio come fosse guidato da Alonso.
La metafora del comico vive nelle immagini più chiare della canzone. Ma quel “lanciarsi nell’aiuola” è la più ironica. Nella mia testa è quella che circonda i ricordi di ogni mia vacanza da piccolo. Quella che avvolge la casa di campagna dove vive il mio babbo. Quella intorno al campetto da basket della scuola dove ho fatto le elementari e le medie, qui, di fronte a casa mia. Dopo il tramonto, in un giardino pieno di gente mascherata, con davanti una lei da intrattenere, una di quelle che ti abbassa lo sguardo in un istante. Non ci si abitua mai ad essere amati se non lo sei stato da piccolo!
L’occhio che ride mentre “piange il cuore” è una condizione invece alla quale sono abituato ormai, e non ci faccio più caso, me la tengo per me da sempre e così sia. Difficilmente riesco a trovare una forma di felicità piena, fine a se stessa. Convivo con questo strano vuoto che mi perfora l’anima e cerco di cambiare attraverso gli altri, anche attraverso la musica, ma mai da solo o appoggiandomi unicamente a me stesso. Attraversare chi mi circonda, poterlo toccare, mi libera da ogni male. Mi purifica e libera. Per questo questa canzone mi ha dato una grande pace dopo averla scritta. Credo che l’avrò ascoltata almeno 9000 volte prima di farvela sentire.
I suoni che sentite “in alto”, quel ritmino che accompagna solo le strofe fin dall’inizio della canzone è composto da due suoni. Uno è un sinth (il suono più sottile) e l’altro è una chitarra con il delay (quello più ciccione).
C’è stato un dilemma a pochi giorni dal missaggio perché la strofa 2 (“Si rincorrono i ricordi come cani in un cortile, tu nemmeno te ne accorgi, come un fesso vorrei farti innamorare”), il Duka preferiva un’altra versione che avevo scritto, e che probabilmente non verrà MAI cantata. Il testo era così: “Sono stato anche bambino poco prima di invecchiare, con le lacrime ho capito che un sorriso può farci innamorare…”. Alla fine abbiamo scelto la prima versione ma il dubbio è stato feroce. A uno piace una cosa, all’altro un’altra, difficile scegliere”. 

Il mio pezzo preferito:

"E l'occhio ride ma ti piange il cuore, 
sei così bella ma vorresti morire, 
sognavi di essere trovata 
su una spiaggia di corallo una mattina 
dal figlio di un pirata, 
chissà perché ti sei svegliata.."


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