Il dolore che unisce
E' da un sacco di tempo che non scrivo di me e della mia vita privata (l'ultimo post sui peli non lo considero come personale). Forse perché a volte servono dei periodi in cui l'unica cosa da fare è fermarsi a riflettere e a ragionare sulla strada che si è intrapresa e su noi stessi. Diciamo che è proprio questo che ho fatto negli ultimi tre mesi: pensare e capire un pò più chi sia Alfy.
Non è che ne abbia poi tirato fuori chissà cosa, ma ci sono stati degli avvenimenti che hanno stravolto la mia quotidianità e di conseguenza anche la mia personalità e il mio atteggiamento nei confronti degli altri.
Tanto è inutile fingere che non sia così: la verità è che quando anche un solo pezzo del puzzle della tua vita cambia, anche il disegno finale si modifica.
Nel mio caso il fatto drammatico che ha cambiato ogni cosa è stato un ictus molto forte che ha colpito la mia nonna materna, che viveva insieme a me e ai miei genitori: in pratica è da Febbraio che si trova a letto, incapace di camminare, muoversi, mangiare da sola...
Dovete sapere che il nostro rapporto era a dir poco conflittuale. Oscillava continuamente tra amore e odio, insulti e frasi dolci, riconoscenza e delusione. Non sono una che dimentica, soprattutto le parole, che possono far male più di un coltello o di una pistola e che dopo essere pronunciate non possono più essere ritratte.
Ed è vero, anzi, verissimo. Nonna in diverse occasioni nel corso degli anni ha utilizzato delle parole (dei veri e propri insulti) nei miei confronti che mai nessuno potrà cancellare dalla mia mente. E quelle frasi hanno cancellato tutto (o quasi) l'affetto che provavo per lei creando un danno irreparabile. E' inutile dire che l'amore che provano i nonni nei confronti dei propri nipoti è immenso perché è anche immenso il dolore che hanno provocato in me quelle affermazioni. Ricordo benissimo le ore intere passate a piangere per colpa sua...
Ma si sa, spesso con le malattie o con delle esperienze dolorose tutto cambia. In realtà non è che appena nonna si è sentita male io abbia dimenticato quelle cose, anzi, ma ho avuto l'occasione di conoscere alcuni aspetti della sua vita e del suo carattere che prima ignoravo e che nella vita di tutti i giorni non erano usciti fuori.

Pur restando della stessa opinione di prima per la prima volta ho colto in lei una sorta di giustificazione (in parte sia chiaro) ai suoi comportamenti. Mi sono resa conto per la prima volta quanto ci somigliamo, mentre non facevo altro che ripetere quanto fossimo diverse. Lei è incapace di esprimere a parole i sentimenti che prova e le emozioni che vive dentro: non è in grado di dire "ti voglio bene" ai figli o alle persone care. Ha dovuto affrontare dei grandi dolori, anche da giovane, che l'hanno indurita e le hanno creato una spessa scorza intorno difficile, se non quasi impossibile, da rompere. Quando vuole bene a qualcuno spesso finisce col causargli dolore involontariamente.
Certo, nella stragrande maggioranza delle cose siamo completamente opposte e io, come ho già detto, non potrò mai scordare determinate parole, ma questa storia mi sta insegnando che c'è sempre un motivo a tutto e che se fossimo disposti ad ascoltare di più e a calarci più spesso nei panni di chi ci sta di fronte forse eviteremmo molti problemi inutili e riusciremmo a vivere tutti in armonia.
Ma si sa, spesso con le malattie o con delle esperienze dolorose tutto cambia. In realtà non è che appena nonna si è sentita male io abbia dimenticato quelle cose, anzi, ma ho avuto l'occasione di conoscere alcuni aspetti della sua vita e del suo carattere che prima ignoravo e che nella vita di tutti i giorni non erano usciti fuori.
Pur restando della stessa opinione di prima per la prima volta ho colto in lei una sorta di giustificazione (in parte sia chiaro) ai suoi comportamenti. Mi sono resa conto per la prima volta quanto ci somigliamo, mentre non facevo altro che ripetere quanto fossimo diverse. Lei è incapace di esprimere a parole i sentimenti che prova e le emozioni che vive dentro: non è in grado di dire "ti voglio bene" ai figli o alle persone care. Ha dovuto affrontare dei grandi dolori, anche da giovane, che l'hanno indurita e le hanno creato una spessa scorza intorno difficile, se non quasi impossibile, da rompere. Quando vuole bene a qualcuno spesso finisce col causargli dolore involontariamente.
Certo, nella stragrande maggioranza delle cose siamo completamente opposte e io, come ho già detto, non potrò mai scordare determinate parole, ma questa storia mi sta insegnando che c'è sempre un motivo a tutto e che se fossimo disposti ad ascoltare di più e a calarci più spesso nei panni di chi ci sta di fronte forse eviteremmo molti problemi inutili e riusciremmo a vivere tutti in armonia.
"Le tue parole fanno male,
sono pungenti come spine,
sono taglienti come lame affilate..."
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